Lotus Birth – Il parto integrale

Lotus Hera
Hera dorme insieme alla sua sorellina Placenta

Ancora prima di rimanere incinta di Hera mi informai sul parto integrale denominato: Lotus Birth.

Rimasi molto colpita da questa pratica, la trovai rispettosa, sacra e naturale!

Incominciai a leggere libri e cercare articoli in rete. Trovai utile un sito che spiega molto bene questa pratica: www.Lotusbirth.it, dove presi questa descrizione:

“Lotus Birth è il modo più dolce, sensibile e rispettoso per entrare nella vita.
E’ la procedura di nascita in cui il cordone ombelicale non viene reciso e il neonato resta collegato alla sua placenta. Pochi giorni dopo la nascita (dai 2 ai 10, ma di media 3/4) il cordone si separa in modo naturale dall’ombelico del bambino.
Il distacco avviene quando entrambi, bambino e placenta, hanno realmente concluso il loro rapporto e decidono sia giunto il momento della separazione.

Il contatto prolungato con la placenta permette al bambino di ricevere tutta la quantità del preziosissimo sangue placentare che è presente alla nascita e che la natura ha previsto per la costituzione del sistema immunitario. E’ un periodo di transizione in cui il bambino può separarsi dal corpo della madre dolcemente e gradualmente e completare il suo corpo eterico*. Un tempo importante per stabilizzare il sistema respiratorio autonomo e gli altri organi.
Quindi un tempo che rallenta il processo del dopo nascita e porta la consapevolezza dei bisogni del neonato, permettendo che germoglino intimità e integrazione: il vero bonding, i cui benefici effetti accompagnano la famiglia nel corso della vita.

QUI POTETE LEGGERE I BENEFICI DEL LOTUS BIRTH:  http://www.lotusbirth.it/benefici.html

Oltre al sito, mi servi leggere questo prezioso libro: Lotus birth: il parto integrale. Nati con… la placenta!

Il mio compagno e io desideravamo vivere un parto naturale, pensando soprattutto agli effetti che questi avrebbero avuto sui nostri bambini. Dunque, il passo è stato breve: quale nascita più rispettosa di quella che non getta via la placenta, compagna di vita di tuo figlio per nove lunghi mesi, se non… Il Lotus Birth?!

lotus

La vita è un miracolo e se la natura ha previsto che accanto al bambino ci sia la placenta, perché non accettare oltre a nostro figlio anche l’organo che l’ha tenuto in vita per nove lunghi mesi?

Il cordone di Hera, che nacque nel 2014, si staccó dopo 4 giorni e mezzo e fu davvero emozionante, perché poco prima del distacco Hera si aggrappò ad esso con la sua manina (manona :P), lo faceva spesso e a un certo punto: TAC, qualcosa successe… ERANO PRONTE e si salutarono.

La placenta il primo e il secondo giorno la scolammo in una ciotola con un colino, come si vede nella prima immagine in alto, ma i giorni successivi la mettemmo in una borsina di tessuto di jeans fatta Silvia di LeTitere, recuperando un vecchio paio di jeans.

Nella foto a destra invece potete vedere Hera con una sacca di cotone che avevamo già a casa, decorata con una stella fatta da me in fimo, tanti anni fa.

Un’altra cosa che ci colpì, a me e il mio compagno, fu il fatto che il cordone si staccò perfettamente da solo e non dovemmo medicalizzarlo. Usammo solamente della tintura madre di calendula diluita, per togliere qualche goccia di sangue.

Le ostetriche ci consigliarono di tenere asciutta la zona dell’ombelico durante il Lotus e così abbiamo facemmo.

Molte persone ci dissero: “Ma non è stato difficile gestire tutto?”. Noi: “No, anzi, è stato un modo per rallentare e per goderci questo momento che non tornerà più!

Anche la nostra gatta Petra, che aveva assistito al parto in prima fila, rispettó questa nascita. Diede una veloce annussata alla placenta dopo un giorno dalla nascita e pio si mise in disparte ma con estrema attenzione a ciò che le stava succedendo intorno.

Ci trovammo magicamente nel lettone tutti e 4, la gatta come sempre in fondo al letto vicino ai nostri piedi e la piccola Hera addosso a noi o nel lettino Side-bed accanto al letto. Ma che dico?!? in 5… Mamma, Papà, Hera, Petra e la Placenta… la protagonista!

Altre persone ci chiesero se non avevamo paura di infezioni, e allora noi rispondevamo che era più probabile prendersi un infezione se fossimo stati in ospedale.

In Italia il parto in casa non si sceglie spesso ma piano piano le informazioni girano e più persone si stanno avvicinando a questa scelta.

In casa è tutto molto più semplice ma eravamo pronti a fare il Lotus anche in ospedale se fosse stato necessario. In ospedale ci sono più ostacoli ma tutto è possibile, basta volerlo! Noi lo avremmo fatto senza se e senza ma anche li, il cordone e la placenta sono del bambino e non si toccano!

Il termine “placenta” in latino significa “focaccia“, e in tedesco viene tradotto come “torta della mamma“. Entrambi questi nomi richiamano una funzione alimentare della placenta, e fino a poco tempo fa i rimedi placentari erano conosciuti e molto usati (polvere di placenta e essenza di placenta). Ai giorni nostri abbiamo perso questa abitudine, perché come ho citato appena sopra, spesso le donne a malapena sanno di avere una placenta che nutre il bambino che portano in grembo, quasi mai la vedono, figuriamoci se possono pensare di utilizzarla per farne dei rimedi!

Dopo aver letto: “Rimedi placentari per l’autocura” di Corneglia Enning e “Nati con la placenta decisi di crearmi dei rimedi placentari per me e la piccola Hera. Una parta della sua placenta, la piantammo sotto un albero.

Ecco la ricetta che usai:

LA POLVERE DI PLACENTA

Placenta in polvere

Disegno placenta

Lavare molto accuratamente e delicatamente placenta e membrane togliendo ogni residuo di sale. Tamponare fino a completa asciugatura.

Scegliere la parte di placenta da utilizzare e tagliarla a piccoli pezzi.

Asciugare ancora. Mettere gli spicchi in un essiccatore ( io ne ho uno elettrico) sopra a della carta da fornoEssiccare a 50° per 36 ore.Trascorse le 36 ore, estrarre gli spicchio e renderli polvere con un macinacaffè
L’aspetto (potrebbe sembrare carbonizzato) non deve preoccupare.Ridurre in polvere e versarla in un contenitore di vetro ermeticamente chiuso che va conservato nel frigorifero.
 

Io mi sono fatta imprestare da un’amica il macchinario che incapsula così da poter assumere la polvere in maniera più veloce e pratica. Ho provato ad assumerla con lo yogurt di soia ma il gusto non mi è piaciuto per niente.

Ho usato un’altro pezzo di placenta per farci la tintura madre ma ancora non l’ho utilizzata, per fortuna non ne abbiamo avuto bisogno!
La placenta continua il suo ruolo attraverso queste diverse preparazioni. E’ una risorsa straordinaria sia per la mamma che per il bambino. Con le ostetriche che hanno seguito il nostro parto in casa abbiamo creato il disegno della placenta su una stoffa bianca, la faremo incorniciare e l’appenderemo vicino a dove Hera è nata.

Fonti: http://more-mio.blogspot.it/2014/04/rimedi-con-la-placenta.htmlhttp://www.lotusbirth.it/http://inbraccioallaluna.wordpress.com/2014/01/10/le-mille-forme-dellamore-di-rimedi-placentari-ed-autocura/http://www.eticamente.net/690/lotus-birth.html

Con la nascita di Oscar, il nostro secondo bambino, nel 2017, dopo aver ascoltato una conferenza di Odent a Milano, sulla placenta, preferimmo non fare nessun rimedio, ma semplicemente lasciammo la placenta sotto sale, in attesa di decidere cosa farne. Tuttora si trova nella casa di Milano.

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Pubblicato da Naturalmente Genitori

Racconti ed esperienze di una famiglia fuori dal coro

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